domenica 1 febbraio 2009

Ma non è certo solo un problema di Vicenza! Io direi che tutta l’Italia soffre questa sorta di "cappio al collo".
Sembra che il presente e anche il futuro abbiamo la sola ragion d’essere se fondati sul nostro passato, più o meno illustre.
È un problema certo di educazione o di paura (tanti purtroppo sono i cattivi esempi di architettura moderna che hanno diffuso il panico, la sfiducia che il nuovo possa fare bene). Siamo poi talmente poco abituati a vedere del nuovo, perché troppo pochi, rarissimi sono i buoni esempi disponibili sul nostro territorio. O meglio il nostro nuovo attuale è il centro commerciale (neorinascimentale?!) spuntato oramai ovunque o la nostre amebica sprawltowns(qui però nessuno si indigna perché hanno la loro sporca necessità!!!). Bisognerebbe invece far cogliere l’alto potenziale che ha l’architettura contemporanea nel risolvere meglio e prima le nostre esigenze attuali, nel rappresentare il nostro “principium individuationis”, ché non si tratta soltanto di materia costruita ma di tutte le dinamiche sociali relazionali etc, che solo lei è in grado di innescare. E senza il bisogno di alcuna edulcorazione storica! Bisognerebbe far radicare poi la sicurezza e convinzione che il contemporaneo non cancella il passato ma se ne sovrappone, stratificando , aumentando la sostanza, lo spessore, l’interesse, la vitalità, creatività e vivibilità dei nostri luoghi. E ci sarà sempre spazio (purtroppo!) nella città per cui Palladio sarà il patrono indiscusso.
Dovremmo riempire la piazze degli buoni esempi europei, dovremmo provocare la gente con più progetti…come sono e come potrebbero essere, diventare le nostre città…
Ops ma è questo uno degli obiettivi del nostro workshop!!!
gian

venerdì 30 gennaio 2009

PALLADIO E' MORTO E IO NON MI SENTO TANTO BENE.

Come avrete notato nel post più in basso è stata inserita l'immagine del manifesto prodotto da Vaga con alcuni giovani architetti per sollevare un dibattito: è possibile rompere quella teca che trattiene Vicenza dall'accettare davvero l'architettura moderna? Per Vicenza intendo la città, ma anche i cittadini e soprattutto gli architetti.
L'argomento può sembrare fuori luogo rispetto a questo blog ma secondo me parla lo stesso linguaggio di intenti che questo workshop vuole avere.
Sperando in un produttivo dibattito su tutti i fronti.

Giacomo

nord, nord-est, veneto, vicenza...
















PALLADIO E' MORTO




Comunicato stampa

Palladio dà i numeri: 500 anni, 95.317 ingressi (2.990 dei quali in un solo giorno), 1.800.000 euro di incasso.E poi: un manifesto 100x70, quello che l’Associazione VAGA Giovani Architetti della Provincia di Vicenza ha affisso – e distribuirà a chi ne farà richiesta – lungo le strade di Vicenza.Un manifesto polemico, che invita a leggere attentamente tra le righe.A conclusione del più importante avvenimento dell’anno palladiano, l’Associazione VAGA, con autonomia e libertà, si impegna per il 2009 in un progetto, o per meglio dire un processo, di sensibilizzazione pubblica rivolta a tutte le categorie per discutere pubblicamente del marchio Palladio e del suo indotto.Per chiederci se Palladio potrà finalmente riposare nella storia della cultura o se dovrà continuare ad essere usato come logo immarcescibile dell'intoccabile città di Vicenza patrimonio dell'Umanità.Un nome, un personaggio, un brand, un trend, alle cui sacre vestigia sono stati sacrificati 500 anni di architettura vicentina e dedicate centinaia di migliaia di insegne di capannoni, di centri commerciali, di discoteche, di hotel da zero a cinque stelle, di centri benessere, di scale, di controsoffitti a Vicenza, al mare, in montagna: a ciascuno la sua specialità.Un’azione manifestata pubblicamente sulla base dell'idea che la cultura si trova in piazza, vive e muore con essa, è composta di stratificazioni, azioni sempre differenti e differenze, scarti.Come la visione di un manifesto appeso, letto, strappato, gettato a terra.

L'Associazione VAGA, Vicenza 30 gennaio 2009

PALLADIO E' MORTO è un'iniziativa culturale dell'Associazione VAGA - Associazione Giovani Architetti della Provincia di Vicenza

giovedì 29 gennaio 2009

riserve o residui?

ERA UN CUNEO










Il cuneo de-costruito di Kandinsky. Questa è vera mixité!

Wassily Kandinsky (1866-1944)
Transverse Line,
1923
141 x 202 cm
Oil on canvas
Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Dusseldorf

Ale
«L’urbanistica non sarà basata sulle fantasie gemelle dell’ordine e dell’onnipotenza; sarà la messa in scena dell’incertezza; non si preoccuperà più di organizzare oggetti più o meno permanenti, ma di irrigare di potenzialità i territori; non mirerà più a configurazioni stabili ma alla creazione di campi di possibilità che accolgono processi che rifiutino di cristallizzarsi in forme definitive; non sarà più centrata sulla definizione meticolosa, sull’imposizione di limiti, ma sull’espansione di nozioni, sulla negazione dei confini; non sulla separazione e la definizione di entità, ma sulla scoperta di ibridi a cui sia impossibile dare un nome; non sarà più concentrata sulla città ma sulla manipolazione delle infrastrutture per infinite intensificazioni e diversificazioni, scorciatoie e redistribuzioni: la reinvenzione di uno spazio psicologico».
Rem Kollhaas, La città generica, 1994